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Che cosa significa quando un’  ANIMA è matura o immatura?

Se durante il tuo viaggio spirituale, ti poni da solo la domanda: “Cosa mi aspetto dalla vita?” E ti darai una risposta onesta, la qualità della risposta conterrà  la risposta alla domanda sulla maturità dell’Anima.

L Anima immatura è sempre piena di desideri, questa ha ambizioni e obiettivi che intende raggiungere, e queste ambizioni sono di infimo ordine (denaro, potere), o di quelle più sofisticate (devozione religiosa, spirituale auto-implementazione). Il raggiungimento di questi obiettivi richiede sempre tempo, per cui il futuro è sempre importante per l’Anima immatura.

Se l’ anima immatura ha obiettivi spirituali, si può sospettare che tutte le cose importanti si svolgono nell’  Adesso” , qui e ora, ma l’Anima utilizza ancora il momento presente come un trampolino di lancio per arrivare ai suoi futuri obiettivi. Un’ Anima matura va oltre i suoi desideri e ambizioni ,legate a forme e modalità. La consapevolezza che il raggiungimento degli obiettivi e le ambizioni non porti una vera felicità, la porta a maturare. Potrebbe essere portata una soddisfazione temporanea, ma anche una felicità non duratura.

L’ Anima matura ha sperimentato la natura dei desideri, la costante variabilità del mondo di forme e modalità, dove nulla è duraturo, tutto è dialettico, mutevole. L’Anima matura è in grado di abbandonare i suoi desideri e le sue ambizioni, e diventa povero in termini di proprietà e di genuinità.

E’ importante sapere che l’Anima immatura è solo in grado di imitare la povertà, in quanto ha la ricchezza non ancora sperimentata (se si tratta di materiale, la ricchezza intellettuale o morale), quindi c’è ancora un represso, desiderio inconscio in esso per quelle cose . Fino a quando i desideri sono soddisfatti, l’Anima non avrà la possibilità di sperimentare la natura delle forme e dei desideri, in modo che non possa diventare matura.

L’ Anima matura, quando si pone la domanda “Cosa mi aspetto dalla vita?”, fornisce la seguente risposta: Voglio trovare il vero centro della mia vita, al fine di raggiungere una felicità duratura, offerta dalla indipendenza di forme e modalità, la gioia dell’esistenza e lo stato di unità.

Questo è l’unico modo in cui un anima è in grado di girare verso il centro della propria esistenza! Quando un’ anima immatura si volta verso mete spirituali e incontra i requisiti di uno stato mentalmente libero, inizia a svolgere i suoi giochi mentali con cui tenta di colmare il divario incolmabile tra sé e la reale esistenza.

Un’ Anima immatura vuole vivere nel mondo troppo senza forma e senza modalità, e vuole essere qualcuno in quel mondo! Al contrario di essa, l’Anima matura non insiste su se stessa, è lieta di abbandonarsi al processo che alla fine la dissolve. Si abbandona gradualmente all’identificazione con l’ego (che è, se stessa), dando il via al riconoscimento che l’anima è in realtà una coscienza senza una forma.

E’ imperativo che si debba essere consapevoli che in ogni fase specifica del nostro Viaggio accettiamo l’aspetto della mente o della Presenza.

L’Aspetto della Mente

La maggior parte del genere umano è caratterizzato da questo aspetto in questo momento. Il centro della loro vita è la mente dominata dall’Ego, che lo guida e lo conduce. Che cosa è questo Ego? Quando siamo nati, non è ancora lì; si sviluppa in una interazione con l’ambiente. Sopravviviamo se siamo in grado di separarci dal mondo circostante, e di sviluppare una identità nostra.

Il primo segno della separazione sta vivendo la nozione di “mio”. Questo elementare senso di possesso è il fondamento dell’Io. “Mio” è seguito da “per me” e “Io” e “Tu”. L’Ego separa dunque: “tu-io”, “mio-tuo”. L’Ego si avvicina anche a Dio da questo profondo, inconscio istinto del possesso: il mio Dio, il nostro Dio, ecc, e noi siamo solo in grado di immaginare Dio come un uno trascendentale.

Queste caratteristiche costituiscono il quadro dell’Io. L’identità attaccata all’ Ego è formata di risposte pervenute da parte dei cittadini nel nostro ambiente per la domanda ”Cosa mi piace?” . L’Ego è quindi un prodotto sociale, ed è solo in grado di fornire una risposta falsa alla domanda: ” Cosa mi piace?”. Le risposte sono false, perché sono basate su feedback da altre persone e non sulla nostra esperienza. L’Ego è la nostra identificazione con idee, emozioni, azioni ed esperienze.

Un altro istinto elementare dell’ Ego è l’ attività, essa continua a fare qualcosa, anche quando sta “meditando”, essa sta ancora facendo qualcosa (concentrandosi, vuole raggiungere l’unità, ecc). Ecco perché l’Io non è in grado di fare qualsiasi cosa con i concetti di vuoto, non-attività. Agli occhi dell’Ego, qualcuno che è passivo, non farà nulla come uno zombie, e sotto questo aspetto può essere giusto, se pensiamo alla vacuità della morte creata dalla mente.

L’aspetto della Presenza e della Testimonianza

Questo aspetto è diventato più potente recentemente nel mondo. Significa che va oltre l’aspetto della mente. L’aspetto della mente non è male, la mente dominata dall’ Ego non è un nemico del ricercatore spirituale accettando questo aspetto, perché il ricercatore spirituale è consapevole del fatto che l’Ego non è il vero centro di Sé stesso / Sé stessa. Il ricercatore spirituale si identificherà con essa in misura minore. Il ricercatore spirituale inizierà a cercare il vero centro, e si baserà su di esso in misura crescente.

A quel punto, entrambi gli aspetti saranno presenti nell’anima del ricercatore spirituale, che vive in una società, incontra altre persone sul posto di lavoro, ed è solo in grado di affrontare le altre persone dal punto di vista della mente dominata dall’Ego. Allo stesso tempo, tuttavia, il ricercatore spirituale non si identifica pienamente con l’Ego (i suoi pensieri, le emozioni, ecc)

Quando il ricercatore spirituale è solo, lui / lei girerà verso il centro, medierà o tenterà di portare la presenza nella sua vita quotidiana (naturalmente, dopo un po’, questo permeerà le connessioni del ricercatore spirituale con altre persone, anche). Questo è un processo che si svolge a poco a poco nella vita del ricercatore spirituale.

Da questo aspetto tranquillo, il vuoto e la non-attività saranno riempiti con un contenuto completamente diverso, come la ricchezza dell’Esistenza, la vera conoscenza sarà portata al ricercatore spirituale.

Questa sarà l’identità del ricercatore spirituale, dove la risposta alla domanda “Chi sono io?” sarà in procinto di arrivare.

“Sono quello che sono! Io sono l’Esistenza, la Presenza, il Testimone, che non agisce, solo contemplando la danza delle forme e delle modalità.”

Lao Tzu afferma che l’essenza della non-azione è la seguente:

“Svuota la tua anima e allora resta dove sei”

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