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Nonostante la pedagogia e i metodi educativi di Maria Montessori abbiano dimostrato la loro validità e il loro valore, essi non hanno ricevuto il giusto riconoscimento. 

Tutt’altro.

Anche se è oggi sia più ampiamente supportata rispetto alla sua nascita, esistono ancora critiche e i suoi detrattori.

1Molti professionisti educativi “convertiti” stanno cercando di ampliare la conoscenza e l’ uso del “Metodo Montessori” nella sfera familiare.

I principi educativi di Maria Montessori sono semplici. Essi mettono al primo posto le abilità del bambino.

L’educazione oggi continua a non dare il posto che merita alla metodologia didattica sviluppata dalla famosa educatrice italiana che ha operato tra la fine del XIX e XX secolo.

La Montessori sentiva che la scuola non è solo uno spazio per la trasmissione della conoscenza da insegnante a studente. La sua visione di istruzione era più ampia.

Sosteneva che il bambino dovesse sviluppare le sue capacità attraverso se stesso, con più libertà.

In un’ aula Montessori, gli studenti di tutte le età sono liberi di scegliere il tema su cui vogliono lavorare, per migliorare le loro competenze in modo più indipendente.

In realtà, questi studenti definiscono e stabiliscono da soli la loro velocità di apprendimento secondo i propri ritmi e le proprie peculiarità. L’ambiente è meno rigido, la lavagna meno importante, e tutti sono liberi nei loro spostamenti e movimenti all’interno della classe.

Il ruolo primario dell’educazione è quello di scuotere la vita, lasciando la libertà indispensabile per il suo sviluppo.” – MARIA MONTESSORI –

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Maria Montessori: una visione d’avanguardia

Questa prospettiva pedagogica di Maria Montessori ha avuto un impatto globale. Ha cambiato le pratiche didattiche, solo in misura limitata.
La Montessori si scontrò con le menti conservatrici, che purtroppo sono molte nei livelli decisionali più alti.
E’ chiaro quindi che il suo metodo, sostenendo la libertà di apprendimento e la responsabilità personale dello studente nel processo di apprendimento, era ed è assente dalla maggior parte delle istituzioni educative. Per mia conoscenza e per quanto ne so, sono principalmente le scuole e le istituzioni private che applicano il metodo Montessori.

Forse vi starete chiedendo quale posto sia riservato ai genitori nel concetto di educazione sviluppato dalla famosa pedagogista?

Il ruolo dei genitori è di primaria importanza.

Il sostegno, l’orientamento e l’attenzione dei genitori, sono tutti elementi chiave da considerare se vogliamo che i bambini siano felici, e in seguito per diventare adulti indipendenti e buoni.

Maria Montessori: un’ educazione che permette ai bambini di elevarsi

Non siete ancora convinti ? Allora leggete con attenzione quelli che sono i principi fondamentali di Maria Montessori, che riporterò qui di seguito.

1. FORNIAMO LORO ESEMPI DI VALORE.

Non dimenticate che i bambini imparano dal loro ambiente e dalle le persone. L’adulto è elevato come modello. Ma l’unico discorso educativo, così com’è, non è di per sé sufficiente. Le parole devono corrispondere ai fatti. Sono quelli che convalidano quanto affermato. Il bambino ascolta, ma non può comportarsi in modo diverso da ciò che vede. Anche l’avrebbe, non poteva.

2. LA CRITICA È SPESSO FACILE E SEMPRE DISTRUTTIVA.

Dobbiamo stare attenti a non giudicare i nostri figli, né le loro parole o né le loro azioni. Perché essi, inevitabilmente, svilupperanno rapidamente la capacità di giudicare l’altro. Si asterranno in tal modo dal riconoscere il valore degli altri, vedendo solo i difetti. L’autostima sarà anche minata da recensioni negative ripetute. Mentre …

3. L’ INCORAGGIAMENTO FA MIRACOLI.

In contrasto con la critica negativa, gli incoraggiamenti portano i bambini in avanti, al di là delle difficoltà che incontrano. I complimenti regolari, ma sempre giustificati, trasmettono ai bambini la capacità di stupirsi e quella di assorbire ciò che c’è di meglio nell’altro. Valorizzato, un bambino fa bene. Ogni bambino è un essere unico. Questo gli conferisce un valore significativo. E’ nostro dovere renderli consapevoli.

4. LA BENEVOLENZA È LA REGOLA ASSOLUTA.

Qualunque siano le situazioni difficili che si presentano, la nostra gentilezza deve guidare la nostra risposta. Il nervosismo è assolutamente vietato. Esso genera un sentimento di ostilità nei confronti e conseguenze catastrofiche per i bambini, che possono appropriarsi di questo modello relazionale. Peggio ancora, se essi possono inconsciamente adottarlo come modalità relazionale esclusiva. Perché daranno seguito a liti e risse successivamente. Le sanzioni e le punizioni non cambieranno nulla, quando la benevolenza non sarà la regola relazionale che si applica a casa.

5. FATE ATTENZIONE A NON SMINUIRE.

Questo sembra ovvio. Ma a dispetto di noi, in ogni nostra parola possono nascondersi piccole battute. Ricordiamoci che le parole hanno più forza e talvolta un significato diverso nell’orecchio di un bambino che nella bocca di un adulto. Il rischio è che si sviluppi una timidezza che effettivamente censuri il bambino nel suo rapporto con gli altri. Il deficit relazionale induce l’inibizione dell’ intelligenza emotiva. È da questa intelligenza che dipende la felicità molto di più di un alto quoziente intellettivo.

6. CERCHIAMO DI FIDARCI DI LORO.

Anche in questo caso la sfida è enorme.
E’ così che gli trasmetterete la capacità di credere in se stesso per andare avanti, oltre i suoi limiti, per superare gli ostacoli e riuscire ad avere la capacità di mettersi alle spalle un fallimento.
E’ imperativo che possa fare la sua esperienza da solo. La qualità della fiducia che sente dipende in gran parte dalla nostra fiducia. Immaginate che i bambini sentono il dubbio che punta dietro il nostro atteggiamento. D’altra parte, è da questa fiducia riposta in lui, che il bambino attinge la capacità di fiducia a sua volta. Questo permette, tra le altre cose importanti, di delegare e trovare il suo posto in un gruppo.

17. NON SOTTOVALUTIAMO LE SUE CAPACITÀ.

E’ purtroppo un caso frequente.
I genitori hanno questa propensione nello sminuire le capacità del bambino. E’ difficile vedere allontanarsi l’immagine del bambino, accettare questo passaggio dall’infanzia alla fanciullezza, e oltre.
I genitori eccessivamente protettivi impediscono involontariamente  ai loro figli  di crescere normalmente. Spesso queste situazioni di “competenze non riconosciute” generano la sensazione di essere “cattivo” o “no”.
Il bambino non ritiene di essere in grado di realizzare ciò che ci si aspetta da lui. Una situazione che lo fa sentire in colpa, e infine finisce col sentirsi responsabile per la delusione espressa dai suoi genitori.

8. ACCETTATE LA SUA OPINIONE. 

Il parere del vostro bambino su un dato argomento o su una decisione da prendere vi dà fastidio?
Con un piccolo sforzo, potete passarci oltre. Perché? Solo perché avete tutto l’interesse a rispettare le differenze del vostro bambino. Egli ha questo grande bisogno di sentirsi unico.
Le sue posizioni “contro corrente” o la sua opinione divergente, non sono così importanti come in realtà lo è lui per voi. Ciò che è importante è che lui possa riconoscersi come unico e quindi insostituibile.

9. UN AMORE INESAURIBILE.

Il vostro amore per lui è incondizionato, qualunque sia la situazione, questo amore traspira le vostre azioni come le vostre parole. Nulla può metterlo in discussione. Ma qui, voi lo sapete. Resta solo che il vostro bambino ne sia anche convinto. Perché è pieno di quella sensazione di essere amati, di sapersi amabile, affinché i bambini siano in grado di imparare a trovare l’amore.

110. NON PARLATE MALE DI VOSTRO FIGLIO.

Né in sua presenza o in sua assenza. Cerchiamo di non ingannare, la distanza fisica non è assolutamente in grado di nascondere i sentimenti dei bambini che si trovano dietro le parole offensive, degradanti, o qualsiasi altra cosa negativa. Il bambino capisce e sente i sentimenti dei suoi genitori prima ancora di sapere circa.

11. VALORIZZATE IL PIU’ POSSIBILE.

Noi, in quanto genitori, abbiamo la missione di favorire lo sviluppo dei nostri figli, quanto più possibile. Per questo, niente può essere meglio che fare loro complimenti. I loro lati positivi esistono e vanno sviluppati. La condizione è che essi trovino un’eco positiva nel nostro sguardo da genitore. In questo modo, gli aspetti negativi saranno sommersi , cancellati, eliminati. Semplicemente non avranno più motivo di esistere.

12. ASCOLTATE E RISPONDETE ALLE SUE DOMANDE. 

Il bambino cercherà una risposta a ciascuna delle sue domande .
Cerchiamo di soddisfare questa curiosità nella risposta che gli forniremo.
Laddove sia formulata una domanda, non lasciamo del vuoto. Certamente, nessuno ha la scienza e il sapere infuso in sé. Nessuno detiene la verità assoluta di tutte le cose. Indipendentemente da ciò, la nostra verità, in qualità di genitore benevolo, servirà certamente a dargli delle basi per delle riflessioni più sane rispetto a quelle che potrebbero, invece, essere date loro attraverso altre fonti.

13. IL DIRITTO ALL’ERRORE / L’INSUCCESSO.

Anche quando il nostro bambino fa un errore, noi dobbiamo sostenerlo.
Se gli offrite una possibilità, egli si impegnerà a riparare il suo errore un giorno o l’ altro.
Da questa riparazione deriverà un senso di immensa responsabilità.
Quando egli si trova in una situazione di insuccesso, anche la nostra reazione diventa estremamente importante.
Si risolleverà più facilmente se i suoi genitori gli diranno che può farcela. Di tanto in tanto, è utile fermarsi per constatare che le difficoltà passate sembrano lontane.

14. DATEGLI IL VOSTRO AIUTO, SENZA FARE PERO’ TUTTO IL LAVORO.

Quando vi è una particolare necessità, in quel momento dobbiamo renderci disponibili, o spiegare quando potremo esserlo.
“Non ho tempo” è la tipica frase da evitare. E’ un controsenso. Ognuno di noi ha lo stesso tempo, 24 ore al giorno. Le differenze risiedono nelle scelte di vita che noi adulti facciamo. Questa piccola frase apparentemente innocua, lo farà cadere nell’ errore o gli farà credere che avete poco interesse per lui/lei.
Essere a disposizione per aiutarlo non significa fare le cose al posto suo. Dobbiamo al massimo, guidarlo sulla corretta e giusta strada. Tocca a lui trovare le soluzioni ai problemi che incontra.

15. DATEGLI IL MEGLIO DI VOI STESSI. 

Probabilmente tutti noi abbiamo un po’ la tendenza ad evadere da alcuni problemi considerati secondari. Quando nostro figlio si rivolge a noi, l’argomento non è mai “secondario” per lui. Pertanto dovremo saper fare gli sforzi necessari per affrontare un interlocutore “importante”. Il nostro bambino non è “forse” tanto più “importante” rispetto ad altri che si rivolgono a noi? No: lo è molto di più !!! Noi lo sappiamo, non dimentichiamolo.
I nostri figli devono sentirlo in ogni nostra parola, vederlo in ciascuna delle nostre azioni, sentirlo in ciascuna delle nostre attenzioni.

Semplici ed efficaci, avendole collaudate dal punto di vista educativo … queste regole agiscono nell’interesse del bambino.

Certo, l’istruzione nazionale non le ha fatte sue. E andando oltre a ciò, spetta a NOI genitori SENTIRE E AVERE IL DOVERE di prendere in considerazione gli interessi dei nostri figli. Maria Montessori ci può aiutare …

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