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La spinta a comunicare parte sempre dall’interno, e non per forza esce all’esterno: spesso è solo un dialogo interiore e, tale dialogo può naturalmente aprire all’ascolto ed al dialogo con il prossimo.

Io sono convinto, dopo anni di esperienza con Me stesso e con gli altri, che il comunicare faccia parte di quel pacchetto di spinte viscerali che determinano e contemplano una persona.

Nei più o meno saggi ed antichi modi di dire, la frase “Lo ha fatto spinto dal bisogno di…” ne è l’emblema.

Quindi la comunicazione potrebbe essere una delle spinte più naturali dell’uomo all’interno di se stesso per Essere e successivamente per “Comunicarsi in Ciò e di Ciò che É”?

Da qualche anno i fisici quantistici hanno stimato che la materia sia una forma di Luce, cioè una Vibrazione cristallizzata a tal punto da rendersi solida in materia: e ognuno di Noi, potrebbe fare il processo inverso, cioè vibrare di ciò che è per comunicare ed essere, persino oltre la materia.

Ma voglio rimanere sul pratico e soprattutto in tema!

Abbiamo bisogno di comunicare per vivere?

iSecondo me dobbiamo un attimo entrare nel significato e nei concetti del bisogno.
Facendo comunque molta attenzione a generalizzare, possiamo affermare che esistano bisogni “primari” e bisogni “superiori”, anche se spesso questi aggettivi limitano o condizionano il bisogno stesso. Dal BISOGNO più fisico del “sopravvivere” a quello più eclatante o esclusivo dell’ “amore“, tali bisogni appartengono alla storia dell’uomo.

Vari studi hanno dato prova di come i bambini, fin dalla nascita, abbiano il bisogno di “amare“, in modo assolutamente simile a quello più fisico di “nutrirsi“.

Entrambi tali bisogni sono sia primari che superiori, perché le esigenze del momento li richiedono in modo imprescindibile. Inoltre garantiscono al bambino la sicurezza vitale ed emozionale e, con il suo crescere, sarà messo conseguentemente nelle condizioni di soddisfare gli altri suoi bisogni di varietà, cioè di sperimentare cibi diversi così come di essere amato, anche contemporaneamente, da più persone.
E, successivamente, necessiteranno di attenzione e di importanza, di Amore e di Unione (che se vissuti con sincerità, aprono alla libertà nelle relazioni più convincenti, piuttosto che ai legami più soffocanti) e via di seguito, sarà naturale, il sorgere di altri bisogni, come il crescere ed il contribuire.

Questo elenco di bisogni, fu rilevato e affrontato con grande attenzione da Abraham Maslow, uno dei mentori della psicologia umanistica, che utilizzando un modo sia innovativo che dirompente rispetto alla psicologia ufficiale, aprì a una nuova visione e concezione dell’uomo e dei suoi valori oltre a rimarcare l’importanza delle risorse più che positive che non solo esistono in ognuno di noi, ma che soprattutto ci rendono e lasciano liberi di infinite possibilità di condivisione, di espansione e di eccellenza.download

Ora ripropongo velocemente la scaletta di questi bisogni:

– La sicurezza
– La varietà
– L’attenzione e l’importanza
– L’amore e l’unione
– La crescita
– Il contribuire

Possiamo accettare che questi bisogni siano semplicemente naturali per ognuno di Noi?

Io credo proprio di sì.

E, tanto sono naturali, tanto sono una responsabilità da avviare e da mantenere costantemente soddisfatta nella nostra esperienza quotidiana.

Non voglio sottolineare come soprattutto in Italia il condizionamento religioso ci abbia manipolato nel portarci a sostenere più i bisogni del prossimo che il nutrimento dei nostri; ma ciò è comunque un fatto importante che ha indotto, creato e programmato il nostro comportamento.

Ricordo a chi sta leggendo che il nostro primo comportamento è il dialogo interno, cioè il pensare, che poi succede al dialogo, negli atteggiamenti, nelle azioni, nel rispetto e nella conferma delle nostre credenze, fino ai risultati verso il prossimo e con noi stessi.

Tutto questo per arrivare a questo punto:

la nostra comunicazione necessita insindacabilmente dalla soddisfazione di tali sopraelencati bisogni.

photoRicordando la frase in aramaico “avrah ca dabrà” che significa “mentre parlo creo”, l’attenzione fattiva al tipo di dialogo ci permette di essere sia amorevolmente creativi che pericolosamente distruttivi.

Dobbiamo staccarci dal concetto malato o viziato del bisogno che porta all’egoismo, alle dipendenze e alle varie ossessioni o compulsioni.

Anzi… è spesso proprio la mancanza della soddisfazione e nutrimento di tali nostri bisogni che ci porta a tali estremi.

E ancora, dobbiamo forse fare un passo indietro e, anche se ad una certa età, riscoprire i nostri bisogni più che naturali?

Credo di nuovo di si.

Inoltre, riavviato questo processo di nutrimento nella soddisfazione dei bisogni, riscopriremo la nostra integrità, cioè riusciremo a risolvere quella frammentazione psicologica, conseguita in molti traumi e sofferenze, rispetto ai bisogni negati nel passato.

Possiamo comunicare attraverso la soddisfazione dei bisogni? E come?

Intanto iniziando a fare attenzione a come e a cosa pensiamo quando parliamo, imparando a metterci al 1° posto non come egoisti, ma come portatori sani di soddisfazione:

nell’educarci al parlare e al comunicare in modo non solo sicuro perché provetti oratori, ma perché rispettiamo la nostra intimità e sacralità;
nel rimanere aperti, pronti e flessibili alla varietà delle possibilità, non lasciandoci sopraffare dalla ragione e dalle nostre credenze;
nell’essere disponibili ad uno scambio naturale e reciproco di attenzione ed importanza, anche semplicemente parlando con un qualunque interlocutore, e ciò ci porterà reciprocamente a rispettare in automatico i nostri bisogni successivi;
nell’ essere amorevoli e comprensivi senza più separarci, in idee diverse e spesso contrastanti;
nel prendere atto che chi si rifletterà in quella precisa comunicazione, ci aiuterà, comunque e sempre, a crescere… se saremo disposti a metterci in gioco e a crescere oltre i nostri personali limiti ;
nel credere e nel percepire che ogni volta che cercheremo di dialogare sia internamente che con il nostro prossimo, potremo riuscire a contribuire al massimo bene sia nostro che del mondo.

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Tutto questo è possibile senza alcun dovere o acquisizione di titoli o conoscenze elevate: basta soddisfarle nel QUI E ORA.
E se dovesse volerci un pochino di tempo, potremo comunque ricordarci che avremo sempre tutto il tempo che ci serve non solo per soddisfare, ma soprattutto per regalare al nostro Presente una esperienza ancora migliore.
Perché Noi esseri Umani siamo fatti così:

grazie al dono di quel “sacrum verbum” verso cui nutriamo piacere quando osiamo farlo vibrare, possiamo aspirare e raggiungere il “sacrum facere” che crea, ha creato e continuerà a creare miracoli, capolavori e meraviglie nel mondo.

Grazie

Marco Merlo

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