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Per secoli, gli yogi hanno espresso pareri positivi sugli incredibili benefici che la meditazione può fornire.

Recentemente, la meditazione è diventata uno dei mezzi più tradizionali per trattare l’ ansia e lo stress, poiché è stato dimostrato che la respirazione profonda può calmare il sistema nervoso e ridurre la nostra frequenza cardiaca.

Coloro che meditano o le persone che praticano tecniche di respirazione, in genere, riferiscono che tali pratiche hanno la capacità di mettere a tacere o rallentare la mente.

Tale affermazione fa scaturire conseguentemente la seguente domanda:

come può esattamente la Meditazione e la Respirazione Controllata influenzare il nostro cervello?

Noi tutti conosciamo il detto “fate un respiro profondo”, e in realtà bisogna attribuire qualche merito a questo detto.

Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience ha scoperto che esiste un legame diretto tra la respirazione nasale e la nostra funzione cognitiva.

Il legame tra il nostro respiro e il nostro cervello

Durante la pratica dello yoga, in genere voi respirate attraverso il naso, ma perché?

Trovo che la respirazione attraverso il naso sia meno faticosa e più pacifica, in particolare durante la pratica dello yoga.

Bene, gli scienziati della North Western Medicine forse hanno appena trovato una spiegazione a tutto ciò.

Gli scienziati hanno cominciato testando i segnali elettrici del cervello di sette pazienti affetti da epilessia, collocando degli elettrodi nel cervello. I loro risultati hanno mostrato che i ritmi della respirazione naturale dei partecipanti incontrava ritmi elettrici lenti nelle loro regioni cerebrali, associate al loro senso dell’olfatto.

Gli scienziati hanno anche osservato che durante l’inalazione nasale, nell’ amigdala, responsabile della nostra capacità di elaborare le emozioni, e nell’ippocampo, associato ai ricordi ed alle emozioni, i ritmi veloci elettrici diventavano più forti.

Per ottenere una migliore comprensione della loro ricerca, gli scienziati hanno poi esaminato altri 60 partecipanti sani, per scoprire gli effetti che la respirazione nasale ha sulla memoria e sul comportamento emotivo.

I partecipanti mostravano facce sia spaventate che sorprese , e subito dopo dovevano immediatamente determinare l’espressione emotiva del volto che avevano visto.

Man mano che si procedeva, i partecipanti riuscivano ad identificare i volti spaventati molto più velocemente, quando inalavano attraverso il naso, rispetto a quando venivano mostrate loro le immagini in fase di espirazione o quando la respirazione avveniva per bocca.

Gli scienziati hanno anche testato i partecipanti mostrando loro immagini e chiedendo poi loro di ricordarle in seguito.

I partecipanti sono stati molto più bravi a ricordare le immagini originali se venivano mostrate loro, durante un respiro inalatorio attraverso il naso.

I risultati della ricerca suggeriscono che l’atto di respirare col naso, svolge un ruolo fondamentale nel coordinare i segnali elettrici cerebrali nella corteccia olfattiva dell’ “odore” , la regioni del cervello che ricevono l’input dal nostro naso.

È chiaro che la l’atto di respirare attraverso il naso, anche quando non odoriamo, può ancora influenzare le nostre emozioni e la nostra memoria.

Questo fatto è affascinante, perché spesso associamo l’odore alla memoria e all’emozione.

Tuttavia, queste informazioni dimostrano che non è solo il senso dell’olfatto che ci può ricordare un particolare giorno o momento della nostra vita, ma anche il semplice atto della respirazione, benché essa sia effettuata attraverso il naso stesso.

La respirazione nasale può quindi essere considerata “il telecomando del cervello“, perché la respirazione attraverso il naso influenza direttamente i segnali elettrici nelle regioni del cervello che riguardano l’ odore .

Controllando il nostro respiro, possiamo effettivamente migliorare la funzione del cervello per sviluppare le abilità del riconoscimento emotivo più accurate e più veloci e migliorare contemporaneamente la nostra memoria .

Dobbiamo tener presente che solo perché l’ inalazione è ciò che è associato alla funzione cognitiva, ciò non significa che l’ esalazione non sia altrettanto importante!

Gli studi hanno dimostrato che la respirazione controllata (che spesso significa lenta inalazione ed espirazione) e la meditazione possono avere effetti incredibilmente positivi sulla salute umana.

Questo non è il primo studio che è stato eseguito per dimostrare gli effetti che la respirazione controllata può avere sul cervello.

Uno studio condotto dai ricercatori di Harvard presso il Massachusetts General Hospital  (MGH) ha determinato che la meditazione ricostruisce letteralmente la materia grigia del cervello, associata alla memoria, al senso del sé, all’empatia e allo stress.

I partecipanti praticavano, in media, 27 minuti di esercizi di mindfulness ogni giorno e ottenevano significativi miglioramenti dopo soli due mesi.

Questo è stato uno dei primi studi per dimostrare che la meditazione può effettivamente cambiare il cervello.

Altri benefici per la salute ottenuti con la Respirazione Controllata e la Risposta di rilassamento.

La risposta di rilassamento è fondamentalmente l’opposto della risposta del “fight or flight” e può essere descritta come un profondo rilassamento che impegna il sistema nervoso parasimpatico, altrimenti noto come meditazione. Potete anche indurre la risposta di rilassamento attraverso la respirazione controllata, lo yoga e altre pratiche di mindfulness.

Secondo Herbert Benson, MD, della Harvard Medical School, la risposta di rilassamento può contrastare i cambiamenti fisiologici dello stress e della lotta o della risposta di fight or flight, tra cui la tensione muscolare, il mal di testa, lo stomaco sconvolto, il battito cardiaco e la respirazione superficiale.

Uno studio di Harvard ha scoperto che la meditazione e la risposta di rilassamento possono mitigare i sintomi della irritabile sindrome di Bowl (IBS) e migliorare la salute dell’intestino. Lo studio ha dimostrato che, nell’ indurre la risposta di rilassamento, i partecipanti mostravano una riduzione dei sintomi di IBS, nonché una diminuzione dell’ansia e una migliore qualità della vita in generale.

Un altro studio condotto presso il Chopra Center for Wellbeing ha messo a confronto un gruppo di meditatori con un gruppo di non meditatori e ha scoperto che la meditazione portava benefici a lungo termine, tra cui il palese miglioramento della salute mentale migliorata e della salute cellulare.

Un altro studio ha dimostrato che la meditazione e la respirazione controllata possono proteggere e allungare i telomerasi, enzimi che si trovavo alle estremità dei cromosomi. Se i vostri cromosomi sono sani, le cellule sono anche sane, dimostrando ulteriormente che la meditazione può aiutare la salute cellulare.

Oltre ai cambiamenti fisiologici, la meditazione può provocare anche cambiamenti emotivi e psicologici. Questo studio ha dimostrato che i meditatori esperti producono un aumento dei livelli di melatonina. I meditatori sono stati studiati dopo aver partecipato alla meditazione trascendentale-Sidhi o allo yoga: in entrambi i casi si è scoperto, che queste attività contribuivano ad aumentare la melatonina.

Infine, secondo Ellen L. Idler, Ph.D., un professore all’ Emory College, coloro che praticano le modalità spirituali, tra cui la meditazione, sono più propensi a fare scelte positive e sane. La Idler continua a spiegare che attraverso la meditazione possiamo diminuire lo stress cronico e il potenziale di malattia.

 

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